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Mag 06

Come rilasciare un progetto DXP complesso in remote working: caso Smeg.com

Tools e accessibilità

A partire dalla chiusura delle scuole il 24 febbraio, parte del team si è trovata a gestire una situazione familiare più complessa. Con l’unica soluzione di lavorare da casa per riuscire a conciliare famiglia e lavoro. Ci siamo quindi dovuti confrontare con una nuova sfida: rilasciare un progetto in remote working.

Il lavoro da remoto è stato immediatamente possibile, grazie all’utilizzo di strumenti come Jira e Confluence, che hanno permesso di seguire il workflow individuale e collettivo attraverso la condivisione di ambienti di lavoro.

In generale, essendo un progetto di sviluppo web, il backoffice di Smeg su Bloomreach è diventato a tutti gli effetti un luogo condiviso dal team EURISexperience e dal cliente. Nel giro di pochi giorni, inoltre, sono diventati operativi anche la VPN e Microsoft Teams. In quest’ultimo abbiamo convogliato l’utilizzo di strumenti che prima erano più frazionati, rendendo più semplice anche la collaborazione con gli altri colleghi del Gruppo. Paradossalmente, la connessione domestica si è resa utile a dimezzare i tempi di deploy, non essendo condivisa da tante altre persone.

Stand Up Meeting e Obiettivi

Abbiamo mantenuto la buona abitudine di confrontarci quotidianamente sull’andamento del lavoro anche in modalità “lavoro da remoto”. Questo grazie agli strumenti di videoconferenza agili, come Google Hangouts, che poi abbiamo sostituito con Teams. La necessità della presenza fisica si è rivelata più una consuetudine che un reale bisogno: attraverso la condivisione dello schermo si è velocemente sopperito al bisogno umano di indicare puntando il dito sullo schermo! La suoneria della chiamata su Teams è diventata un utile richiamo alla puntualità, nel rispetto dei ritmi di lavoro di tutti. Lavorando da casa è diventato più semplice focalizzarsi sui propri task, lavorando per obiettivi e progredendo con un ritmo leggermente più sostenuto. Forse è subentrato anche un aspetto psicologico ulteriore: trovandosi a casa tutto il giorno, arrivare a sera raggiungendo una lista di micro-obiettivi ha giovato al benessere psicofisico delle persone coinvolte nel progetto.

Relazioni col cliente

Di fatto il team EURISexperience si è sempre trovato a distanza rispetto al gruppo di lavoro di Smeg, perciò la relazione col partner è rimasta solida. Una nota positiva ha riguardato il senso di empatia che si è creato dovendo condividere un parte della propria intimità domestica. Una porzione di casa, le voci dei bambini, le emozioni dovute all’incertezza del momento storico, sono diventati elementi di condivisione ed empatia che hanno giovato all’aspetto umano nella costruzione della relazione tra il team e i partner.

Relazioni nel team

Dal primo momento in cui siamo rimasti a casa, i ragazzi del team hanno subito trovato il modo per ovviare alla distanza. In un primo momento con una room virtuale per continuare a vedersi e, di volta in volta, chiedersi reciprocamente qualche consiglio tecnico. Con l’avvento di Teams, si è scelto di individuare momenti specifici per le call e tenere i confronti sui vari canali. Ma la socialità è stata mantenuta con videochiamate periodiche fuori dall’orario di lavoro, per fare due chiacchiere e continuare a vedersi. Il messaggio di fondo è molto positivo: evidenzia il desiderio delle persone di tenersi in contatto anche oltre la professionalità. La condivisione delle nostre case, a volte persino della famiglia, ha reso le persone più vicine sul piano umano, svelando anche qualche aspetto più nascosto dei propri mondi.

Conclusioni

Abbiamo sperimentato sul campo che rilasciare un progetto in remote working è fattibile! Certo, dobbiamo ancora farci l’abitudine, ma con l’impegno e l’organizzazione di tutti siamo sicuri che arriveremo ad ottimi risultati. Se volete, qui trovate un’altra esperienza di go-live in tempi di Coronavirus.


Agnese Facchini
Partner Marketing Manager di EURISexperience


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